Emojion

📟❤️📱😂

L’origine giapponese delle emoji: dal cuore del cercapersone a una lingua globale

Le emoji sono una delle poche cose che tutto il mondo connesso digita ogni giorno — e sono nate in Giappone. Lo dice il nome: 絵文字 (emoji) è semplicemente 「絵」 (immagine) + 「文字」 (carattere). La somiglianza con l’inglese “emotion” è una coincidenza.

La storia popolare dice che le emoji siano nate nel 1999 con un set di 176 icone per l’i-mode di NTT DoCoMo. Quel set contò moltissimo — ma non fu davvero il primo. Il percorso reale va dal cuore di un cercapersone nel 1995, al primo set su un cellulare nel 1997, all’i-mode, a Unicode, fino a una faccina che ride fino alle lacrime eletta parola dell’anno. Ecco la versione con le fonti.

1995: un cuore che si poteva inviare

❤️ ☎️

Il primo simbolo-immagine che la gente inviava davvero non era su un telefono, ma su un cercapersone. Nel marzo 1995, il Pocket Bell di NTT DoCoMo permetteva di inviare un piccolo cuore di pixel (e un telefono ) componendo un codice. I cercapersone erano una moda tra i giovani — verso il 1996 quasi metà delle studentesse delle superiori giapponesi ne aveva uno — e il cuore divenne il modo di aggiungere calore a uno schermo di sole cifre. Il progettista della prima emoji per cellulare avrebbe poi indicato proprio questo cuore del cercapersone come sua ispirazione diretta.

1997: la prima emoji su un telefono (non quella che avete sentito)

💩

È qui che la storia popolare sbaglia. Il primo set di emoji integrato in un cellulare uscì il 1º novembre 1997, sullo SkyWalker DP-211SW di SoftBank (allora J-Phone): 90 caratteri monocromatici 12×12 — inclusa la cacca 💩 che è ancora con noi. Erano due anni prima dell’i-mode. Persino Shigetaka Kurita, a cui si attribuisce “la prima emoji”, ha detto chiaramente che sui cellulari fu prima J-Phone, non DoCoMo.

1999: l’i-mode e i 176 che cambiarono tutto

📱

Nel febbraio 1999, NTT DoCoMo lanciò l’i-mode, un primo servizio di internet mobile, e con esso un set di 176 emoji disegnate da Shigetaka Kurita. Lavorando in una minuscola griglia 12×12 e attingendo dai manga, dai simboli del meteo e dal carattere Zapf Dingbats, costruì un vocabolario compatto di emozioni, meteo e oggetti. Non era il primo set, ma era quello influente: un successo immediato, copiato dai rivali in pochi mesi, e un design poi acquisito dal Museum of Modern Art di New York.

Il caos, poi uno standard

🌐

Ogni operatore disegnava le proprie emoji con i propri codici nascosti, così un cuore inviato su una rete poteva arrivare come caratteri incomprensibili — o come tutt’altro — su un’altra. Proprio questa incompatibilità è il motivo per cui le emoji dovevano essere standardizzate. Nel 2010, Unicode 6.0 divenne la prima versione a codificare le emoji come veri caratteri condivisibili. Quando Apple e Google la adottarono nello stesso anno, le emoji lasciarono il Giappone e diventarono globali.

Dagli schermi al museo

😂

Una volta che tutti ebbero le stesse emoji, diventarono una lingua condivisa. Nel 2015 i dizionari Oxford elessero 😂, la faccina che ride fino alle lacrime, parola dell’anno — la prima volta che vinceva un pittogramma. Nel 2016 il Museum of Modern Art acquisì le 176 emoji originali di Kurita e le espose come “Inbox: The Original Emoji”. Un set di icone 12×12 nato da un servizio telefonico giapponese era diventato insieme lingua quotidiana e arte da museo.

La storia in una linea del tempo

AnnoCosa accadde
📟1995Sui cercapersone Pocket Bell di DoCoMo compare un cuore ❤ inviabile.
💩1997J-Phone lancia il primo set di emoji per cellulare (90 caratteri).
📱1999L’i-mode di DoCoMo debutta con le 176 emoji di Kurita.
🌐2010Unicode 6.0 codifica le emoji; Apple e Google la adottano nel mondo.
😂2015I dizionari Oxford eleggono 😂 parola dell’anno.
🖼️2016Il MoMA acquisisce le 176 emoji originali.

Domande frequenti

Le emoji sono davvero nate in Giappone?
Sì. La parola 絵文字 è giapponese (「絵」 “immagine” + 「文字」 “carattere”), e tutta la storia iniziale è giapponese: un cuore inviabile sui cercapersone DoCoMo nel 1995, il primo set per cellulare di J-Phone nel 1997 e le influenti 176 dell’i-mode nel 1999.
Il set dell’i-mode del 1999 non è stato la prima emoji?
È il più famoso e influente, ma non il primo. Sui cellulari, il set di J-Phone del 1997 venne prima, e i simboli dei cercapersone ancora prima. Lo ha detto lo stesso Kurita, che disegnò il set dell’i-mode.
“Emoji” deriva da “emotion” o “emoticon”?
No, è una coincidenza. 絵文字 unisce le parole giapponesi 「絵」 (immagine) e 「文字」 (carattere) ed è anteriore ai suoi sosia inglesi. (Il nome stesso di questo sito, Emojion, gioca di proposito su questo caso sonoro: Emoji × Emotion.)

Questa pagina ti è stata utile?

Segnala un errore in questa pagina

Altre emoji di questa categoria